Galassie ovvero al di là delle stelle

Tecniche

Le terre sigillate: una tecnica millenaria

Le Galassie sono nate da una sfida tecnica: riprodurre il procedimento delle terre sigillate la cui ricetta era già stata descritta da Vitruvio. Ai tempi degli Etruschi e dei Romani, la possibilità di vetrificare gli oggetti era appannaggio esclusivo degli imperatori e la gente comune non era in grado di sostenerne il costo.

terre sigillate romane

Si sviluppò quindi una tecnica che consisteva nel lasciar decantare l‘argilla per lungo tempo in acqua, togliendo di volta in volta la parte più pesante che si depositava sul fondo, fino ad ottenere un’argilla estremamente liscia e soffice. Con questo materiale si creava un nuovo manufatto o se ne ricopriva uno esistente per renderlo parzialmente impermeabile senza ricorrere alla vetrificazione. Ho seguito la ricetta di Vitruvio con estrema precisione, senza mai ottenere un risultato soddisfacente. La ricerca ha richiesto moltissimo tempo, perché la decantazione dell’argilla in acqua potabile e poi in acqua demineralizzata non dava i risultati sperati. Un bel giorno ho deciso di usare l’acqua piovana. Ovviamente mi sono subito accorta che l’acqua piovana odierna non era così pulita come ai tempi di Vitruvio, così la raccoglievo almeno mezz’ora dopo l’inizio della pioggia.

terre sigillate

Finalmente avevo trovato l’acqua adatta per far decantare l’argilla parecchi mesi ed ottenere una sostanza sufficientemente fine e sottile, in grado anche di raggiungere la lucentezza da me richiesta. Oltre a produrre un effetto vetrificante, le terre decantate erano utilizzate per decorare i manufatti. Si distribuivano sugli oggetti con la tecnica della steccatura e si ripassavano ripetutamente con un sasso di fiume o un osso fino ad ottenere una finitura lucente e setosa. I famosi vasi greci rossi e neri restano a testimonianza di questo procedimento. Ho attualizzato la tecnica delle terre sigillate per creare oggetti assolutamente essenziali e puliti, cotti in una tanica piena di materiale combustibile. Quando ho estratto il primo pezzo dalla cenere ho apprezzato la texture assolutamente imprevedibile nei colori grigio chiaro e nero scuro, lasciata dalla segatura e dalla foglie, che mi ha immediatamente evocato l’infinito mondo delle galassie. Le terre sigillate hanno una bellezza visiva molto delicata e una bellezza tattile sorprendente, che induce la mano ad accarezzarle per apprezzare la superfice setosa.

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